Lettera d'Amore
Ho faticato ad ammetterlo. Forse non volevo. Io non credevo agli angeli!
Ora, in quale altro modo potrei narrare di te, se non rivelando un cuore liquefatto, inebetito, barcollante come un pugile stonato. Altre volte ho iniziato a parlare d’amore, ma presto il riso, quello che nasce dalla gioia, ha prosciugato la mia vanità e sono rimasto così, pensandoti, capitolato all’estasi.
Servirebbero parole ubriache per designare il senso di tenue follia che mi fa dondolare ebete ogni volta che, seppur per un tenue accenno, il mio pensiero ti sfiora. Dovrei far danzare le parole in libertà, farle oscillare, farle rincorrere e giocare come fanciulli o come menadi possedute dagli spiriti delle selve. Spezzarle e ricomporle per donarle a te come un mazzo di fiori nuovo, dove l’incanto dei tuoi occhi è il calice del fiore, del più bel fiore che mai sia stato colto, e dove il tuo sorriso è la luce vibrante che lava il mondo allo schiudersi dei petali.
E’ incredibile non trovi? I nostri occhi si incontrano e in quel preciso istante ci coglie il riso.
Forse tutto è un inganno, un imbroglio dei sensi, un sogno. Temo di destarmi. Forse tra poco appariranno i titoli di coda e la realtà ritornerà con il suo lezzo di sfacelo.
Ma, in barba a tutto ci sei, mio Dio, è goccioli fresca sulla mia fronte e mi fai sobbalzare il cuore che al tuo cospetto balla come un sughero sull’onda.
Ci sei, amor mio, ci sei … e presto tornerò ad ascoltare la tua voce e sarà come entrare nel ruscello a piedi nudi, come far scivolare un bimbo su un pendio innevato, come valicare il margine ultimo dell’universo abbandonato alla deriva delle stelle. Come essere, finalmente essere pienamente vivo.
Dico, dico di te e rido, e ciò che mi fa gaio è lo stupore, il fatto che esisti.
Che ogni cosa del mondo s’inchini e vibri eccitata al tuo cospetto. Io ti amo e ciò mi rende più vasto d’ogni concepibile immensità.
Ringrazio l'autore di questa lettera... un amico!
Innamorata

L'Amore ha la forza di un uragano!!
Prova
